Differenza tra Gaming e Gambling

28 settembre 2009 Commenti disabilitati

I giocatori tutti sono interessati a vincere soldi!

“LOTTERY PLAYERS ARE ONLY INTERESTED IN WINNING CASH”

Premesso ciò, analizziamo la distinzione che gli analisti americani propongono tra “gaming” e “gambling”.

“Gaming is gambling but gambling is not necessarily gaming.”

Il gaming rappresenta l’offerta di gioco legale.

Il gambling rappresenta la domanda di gioco.

Il gaming

Chi pratica il gaming si limita ad acquistare uno dei prodotti dell’offerta legale, scegliendo il prodotto in base alle proprie motivazioni di acquisto.

Il gambling

Chi pratica il gambling è continuamente alla ricerca di prodotti su cui puntare e giocare senza limitare, in alcun modo, il proprio raggio d’azione, gioca a tutto dai giochi legali, frequente le bische, gioca in borsa, insomma rappresenta il lato oscuro del gioco. Chi pratica il gambling inesorabilmente diventa un soggetto patologico del gioco compulsivo.

Interazione gambling/gaming

Di contro il mercato del gambling rappresenta la parte creativa del mercato dei giochi che non avendo vincoli di sorta produce nuovi modelli di gioco che, successivamente e correttamente regolamentati, diventano attori nel mercato del gaming. Vedi ad esempio la storia delle scommesse sportive in Italia.

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Categorie:Studio di mercato

Il gioco non produce ricchezza, ma la trasferisce!

28 settembre 2009 Commenti disabilitati

La ricchezza in economia è intesa come capacità di creare valore, valore economico – posti di lavoro – innovazioni tecnologiche etc.

Nel gioco invece la ricchezza è la rendita di posizione goduta dal Concedente (stato) e dal Concessionario (soggetto privato).

Il gioco è una realtà del terziario avanzato che nulla a che fare con il settore industriale.

Anche come realtà del terziario la vendita di gioco è abbastanza atipica in quanto:

  • gestisce soldi per conto di una importante quantità di clienti (Giocatori),
  • trattiene per se le commissioni (Prelievo)
  • ridistribuisce quel che residua ad alcuni dei clienti che hanno messo denaro (Vincitori).

La filiera è costituita dal cliente/giocatore e dall’organizzatore (stato, concessionario/operatore, rete di vendita).

Il punto vendita offre il servizio di front office all’acquirente, ovvero vende gioco ai clienti e paga i vincitori.

Il concessionario/operatore garantisce i servizi di back office, e pertanto:

  • organizza il gioco,
  • lo mette in vendita attraverso la rete dei punti,
  • calcola le commissioni,
  • svolge la funzione dell’esattore per conto dello stato.

La commisione-prelievo è riconosciuta dal giocatore all’organizzatore per compensarlo del servizio prestato. Nella commissione è ricompresa anche l’imposta che l’organizzatore deve allo stato per l’esercizio di gioco.

In termini tecnici del settore la commissione è definita “prelievo”, ovvero quanto prelevato dalla massa dei soldi giocati prima di ridistribuire il residuo ai giocatori stessi sottoforma di vincite.

Trasferimento ricchezza da insieme dei giocatori all’organizzatore

Quindi attraverso il prelievo, il gioco produce il trasferimento di ricchezza dall’insieme dei giocatori all’organizzatore.

Il prelievo è il trasferimento di ricchezza dall’insieme dei giocatori verso un soggetto esterno.

Trasferimento ricchezza all’interno dell’insieme dei giocatori.

Anche all’interno dell’insieme dei giocatori esiste un processo di trasferimento di ricchezza, la ricchezza del sottoinsieme dei giocatori che perdono viene trasferita al sottoinsieme dei giocatori che vincono.

Se il rapporto tra i due sottoinsiemi (vincitori/perdenti) tende:

  • ad 1 siamo in presenza di una forte la leva per consentire al gioco di crescere in termini di turnover.
  • a 0, vedi per esempio l’unico giocatore che vince un jackpot milionario non esiste leva ed il turnover si realizza con soldi sempre nuovi comunque trasferiti da altre forme di consumo.

Schema trasferimento ricchezza

Schema trasferimento ricchezza

La nuova politica impositiva – Una tantum e canone di concessione AAMS

27 settembre 2009 Commenti disabilitati

Il Regolatore (AAMS) proclama che la politica impositiva del governo sul mondo dei giochi ha portato ad una riduzione dell’imposta erariale, affermazione falsa o perlomeno fuorviante.

Nel passato l’imposta era considerata dai Concessionari, che la incassavano dai giocatori per conto dello stato, una partita di giro e quindi un costo variabile di vendita, oggi, per entrare sul mercato, il Concessionario è costretto ad investire pagando il diritto sotto forma di unatantum.

A partire dalla Gara Bersani – negozi e corner per le scommesse sportive e scommesse ippiche – la politica erariale è completamente cambiata imponendo l’ una tantum per l’acquisto del diritto ad vendere il prodotto di gioco.

Questo modello è diventata una abitudine tanto che per è stato applicato anche per le Concessioni del Gratta&Vinci e delle VLT.

Concessioni Gratta&Vinci

Per la gara relativa alle concessioni del Gratta&Vinci lo stato pretende un totale di 800 milioni di euro a titolo di una tantum, vuoto per pieno. La gara prevede fino a 4 aggiudicatari i quali dovrebbero suddivedersi gli 800 milioni. Lo stato prevede d’incassare gli 800 milioni di euro entro il mese di novembre del corrente esercizio finanziario.

Concessioni VLT

Per ogni VLT il Concessionario deve riconoscere allo stato a titolo di una tantum di 15.000 euro, visto che sono previste 56.000 VLT, lo stato prevede di incassare 840 milioni di euro, meta in questo esercizio finanziario e l’altra meta nell’esercizio dell’anno successivo.

Effetti distorsivi del nuovo modello impositivo

Questo nuovo modello impositivo è da considerarsi molto negativo per una serie di motivi, quali:

  • immobilizzare risorse finanziarie ingenti dei Concessionari, sottraendole ad altri investimenti più produttivi per l’economia generale del paese
  • costringere i Concessionari ad una politica commerciale molto aggressiva per poter rientrare nel periodo concessorio, dell’una tantum pagata per il diritto acquisito,
  • creare un cartello di fatto tra i Concessionari che hanno acquistato il diritto, in barba a qualsiasi attività di concorrenza sul mercato
  • individuare i nuovi Concessionari in base alla loro forza finanziaria e non in base alla effettiva capacità di sviluppare un mercato
  • creare il mercato della compra/vendita dei diritti, mercato di sicuro interesse per chi dispone di risorse finanziarie che può manovrare senza vincoli di legalità, vedi per esempio il mercato immobiliare

Il canone di concessione AAMS – una imposta mascherata

Nell’anno 2.008, AAMS a titolo di canone di concessione od equivalente ha incassato circa 150 milioni di euro, pari a circa il 2% del prelievo erariale complessivo e pari all’ 0,30% del movimento totale.

Antesignano di questo modello è il Bingo, che nell’anno 2000 prevedeva un canone che il Concessionario doveva riconoscere ad AAMS nella qualità di controllore centralizzato del gioco.

Nell’anno 2004  la convenzione stipulata dai Concessionari di rete delle Slot machine, prevedeva che il Concessionario doveva riconoscere ad AAMS un canone di concessione pari allo 0,30% del movimento raccolto.

Quella che allora era considerata una novità è diventato costume, tanto che gli aggiudicatari della Gara Bersani, devono riconoscere ad AAMS, sempre a titolo di canone di concessione lo 0,35% del movimento raccolto.

Gioco pubblico – prodotto da maneggiare con cura

27 settembre 2009 Lascia un commento

Lo Stato quando ha bisogno di soldi, per prima cosa, pesca dal mercato dei giochi.

Il gioco, però, è una fonte di finanziamento che comporta sempre rischi, è come chiedere soldi ad un usuraio, prendi oggi soldi facili che domani paghi con un fortissimo interesse rappresentato, nello specifico, dal fatto di avere rovinato famiglie e di avere fornito uno strumento economico ulteriore alla malavita organizzata.

Per far fronte a questo pericolo è necessario che il Regolatore (nel caso italiano AAMS) , nel proporre novità, rifletta al fine di verificare se lo specifico prodotto, da immettere sul mercato, garantisce il giusto rapporto costo/prestazioni, dove il costo è l’impatto del gioco sulla società civile, la prestazione è l’entrata erariale che si realizza.

I giochi, per esempio gratta&vinci – slot machine – oggi VLT, che offrono il miraggio del “tutto subito” o come li definiscono gli americani giochi “veloci e facile”, sono giochi di rischio puro che puntano sul plus di essere facili da consumare e di pagare immediatamente la eventuale vincita, non a caso, in Italia, lo slogan del gratta&vinci è “vinci facile, vinci adesso”.

È naturale che il Concessionario che vende il gratta&vinci ha come missione quella di aumentare il proprio profitto e quindi è naturale che sfrutti tutti gli strumenti che il Regolatore gli consente di utilizzare, per esempio, il prezzo medio di un tagliando del G&V che è stato portato dai 2 euro iniziali agli attuali 3,6 euro, ancora per esempio per consentire la vendita del prodotto anche durante l’orario di chiusura degli esercizi sono arrivati ai distributori automatici di G&V installati in gran quantità presso i punti vendita, ancora per esempio, dopo anni di polemiche, non esiste una presa di posizione del Regolatore che esplicitamente dichiari che è vietata la vendita del G&V ai minori.
Quindi nel caso delle VLT che altro non sono che slot machine vestite a festa, onde evitare di restare schiavi dell’usura, di cui in premessa, è necessario emanare, prima del lancio del prodotte, regole certe, stabilite in ragione della pericolosità sociale del prodotto, che no lascino il campo libero ai più furbi ed agli speculatori e che limitino al massimo il potere discrezionale del Regolatore nell’ambito delle successive scelte commerciali.
Se non ben regolamentato il gioco delle VLT, per il fatto che le VLT sono slot machine vestite a festa, nuoce notevolmente all’attività di alcune migliaia di soggetti che oggi fanno vivere le loro piccole imprese noleggiando slot machine ai bar.

Se non ben regolamentato il gioco delle VLT amplifica i due rischi rappresentati in premessa, ovvero pace sociale e mercato per la malavita.

Se non ben regolamentato il gioco delle VLT può rappresentare un rischio sociale ancora maggiore del gratta&vinci, ovvero il coinvolgimento di fasce sociali deboli come quello delle madri di famiglia e di minori.

Se non ben regolamentato il gioco delle VLT può trasformare i locali, dove queste vengono installate per giocare, in nuove attività commerciali assai lucrose per la malavita.

L’industria dei giochi è una realtà complessa dove quotidianamente si confrontano interessi economici di soggetti forti che competono per l’egemonia economica nel settore. Sul settore insistono lobby potenti che spesso riescono ad incidere sulle decisioni dell’esecutivo e che comunque, giorno per giorno, manovrano, per ottenere qualcosa, in ambito di AAMS che invece dovrebbe essere l’istituzione che controlla il comportamento dei concessionari.

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Anno 2009 – Bando di gara per Gratta&Vinci

27 settembre 2009 Commenti disabilitati

Il modello di business che deriva dal bando di gara del G&V, sacrifica pesantemente il risultato economico dei futuri concessionari. L’analisi che segue delinea lo scenario sotto distinti aspetti, primi fra tutti quello finanziario e quello economico.

A prescindere dal numero dei Concessionari che si aggiudicheranno la gara, il mercato è uno ed uno solo, quindi si procede nell’analisi come se dalla gara uscisse un solo Concessionario.

Il volume della raccolta totale dei 9 anni di concessione, e quindi il valore del mercato del Gratta&Vinci, è stimato in 99 miliardi di euro.  Stima che valuta il volume di raccolta media per anno in 11 miliardi di euro. (9,5 miliardi è la raccolta prevista per l’anno 2009).

Per la sua struttura la gara interessa solo grandi soggetti che fino ad oggi hanno finanziato a debito il loro sviluppo.

Aspetti finanziari

L’una tantum di 800 milioni di euro, che diventa di 1.000 milioni di euro, considerando gli interessi per l’anticipato esborso rispetto ai 9 anni della durata della concessione, rappresenta una difficoltà oggettiva per chiunque.

I due step del periodo concessorio (5 anni + 4 anni) creano un ulteriore problema per ricorrere al sistema finanziario, visto il potenziale rischio che la durata della concessione possa fermarsi al primo step di solo 5 anni.

La una tantum è da versare completamente entro il mese di novembre di questo anno.

Le fideiussioni che deve prestare il Concessionario, dell’ordine di 100 milioni di euro, erodono ulteriormente la disponibilità finanziaria del soggetto che deve prestarle, limitandone, nel breve futuro, lo spazio per seguitare a finanziarsi, per lo sviluppo e per il corrente, sul mercato.

Aspetti economici

Stima del Gross Margin

Stima del Gross Margin

Il bando fissa l’aggio lordo al concessionario all’11,90% sulla raccolta, questo corrispettivo rappresenta il valore al lordo, per ottenere il Gross Margin è necessario togliere l’8% previsto come aggio alla rete di vendita e lo 0,5% obbligatorio per la pubblicità.

Da cui il gross margin diventa il 3,4% del movimento.

Il costo dell’una tantum, prendendo come riferimento la stima della raccolta totale dei 9 anni di 99 miliardi, incide per l’1% del movimento totale, e che genera un costo d’ammortamento annuo di 111 milioni di euro.

Togliendo dal gross margin ( 3,4%) il costo dell’una tantum rapportata all’anno (1%), si ottiene che al concessionario resta solo il 2,4% del movimento per operare.

Stima ricavi Concessionario

Stima ricavi Concessionario

Quindi stimando il valore di mercato in 99 miliardi di euro, nei 9 anni della convenzione, si ottiene che l’insieme dei concessionari realizzeranno annualmente un volume di ricavi pari a 264 milioni.

Una riduzione notevole rispetto all’aggio che oggi percepisce il CNL (Consorzio Nazionale Lotterie) che è all’intorno del 4,6% del movimento.

La sola Lottomatica, una delle componenti del consorzio CNL, porta a bilancio per il 2008, 324 milioni di euro di ricavi dalla partecipazione al CNL.

Tra le altre cose il bando prevede che il concessionario possa essere, nel corso della durata della concessione, chiamato da AAMS a contribuire fino a 5 milioni euro l’anno per gli interventi di comunicazione della stessa AAMS.

Margini di manovra del concessionario

I margini di manovra del concessionario, per cercare di ottenere il migliore risultato economico,  si limitano a cercare di ridurre sulle voci di costo ed a cercare nuovi ricavi indiretti.

Azione di riduzione dei costi variabili di vendita – mercato terrestre

Il concessionario può intervenire a ridurre, a parità di ricavi, la voce di costo preponderante sul business, ovvero il costo industriale di vendita (costituito dalla somma del costo di produzione del tagliando ed il costo di distribuzione ai punti vendita).

Operazione questa che si attua aumentando il prezzo medio di vendita del tagliando e modificando così, a favore del concessionario, il rapporto prezzo di vendita / costi industriali di vendita.

Non a caso nel corso questi ultimi anni il prezzo di vendita medio di un tagliando di G&V è passato dai 2,00 € di inizio convenzione ai 3,80€ attuali come  risulta dalla relazione semestrale di Lottomatica di giugno 2009.

AAMS, su sollecitazione dell’attuale Cioncessionario, ha già provveduto  con un suo provvedimento,  a modificare la soglia elevando a 20€  il prezzo massimo del tagliando rispetto ai 10€ predentemente fissati.

Da queste valutazione si può ipotizzare che i business plan a cui stanno lavorando i partecipanti al bando di gara stimano il prezzo medio del tagliando per un importo non molto distante da 6€.

Azione di riduzione dei costi variabili di vendita – mercato on line e mobile

Sempre nell’ottica di riduzione dei costi di vendita, il concessionario potrà spingere sull’on line e sul mobile. Modelli di vendita che azzerano i costi industriali di vendita.

Ricavi indiretti dalla rete di vendita

Sono anni che Sisal richiede un canone per servizi ai suoi ricevitori, così facendo aggira l’obbligo di riconoscere l’8% come aggio al ricevitore.

Pertanto è assai probabile che il concessionario si avvalga di una formula analoga ottenendo così un volume di ricavi indiretti interessante.

Rete di vendita

La rete di vendita di 10.000 punti è l’ultimo dei problemi, infatti, il bando di gara supera di fatto lo scoglio attuale che per essere un punto vendita del G&V era necessario essere una tabaccheria. Vincolo questo che deriva non da una norma regolamentare, ma dal fatto che la Lottomatica che partecipò al bando di gara era ben diversa dall’attuale, a quei tempi il peso della FIT, Federazione Italiana Tabaccai, ne condizionava pesantemente la politica commerciale, ovviamente a favore dei tabaccai.

Questo “monopolio di fatto” è superato.

La situazione attuale dimostra che esiste una fortissima domanda da parte degli esercizi commerciali, domanda frenata dagli attuali “obblighi di fedeltà” del CNL.

Domani non solo più tabaccai, ma si assisterà ad una vera e propria asta, tipica quando la domanda è maggiore dell’offerta. Quindi ecco la possibilità di imporre ed ottenere  ricavi indiretti dai punti vendita.

Vantaggi/svantaggi per il consumatore

Il bando di gara fissa che la percentuale di restituzione a premi dell’offerta di gioco di un anno non deve superare il 75%, quindi per aumentare la base di rigioco e quindi il turnover,  il concessionario ha tutto l’interesse di lavorare a questa percentuale che è ben superiore all’attuale che è stimata tra il 67 ed il 70%.

Colpisce il lettore il presente bando di gara non specifichi che il G&V è un gioco d’azzardo e come tale è vietata la vendita ai minori.

Colpisce l’analista che il bando di gara trascuri totalmente l’interesse dei consumatori, nei paesi evoluti il concessionario/operatore ha l’obbligo di interrompere la vendita di un gioco quando sono stati vinti tutti i premi maggiori, a volte si promettono all’acquirente premi che non possono essere pagati perché già tutti assegnati e quindi ……

Nei paesi evoluti e sempre nell’interesse del Punto vendita e dell’acquirente il concessionario/operatore ha l’obbligo di fornire, gioco per gioco ed attraverso il proprio sito internet, quali sono i premi ancora presenti sui tagliandi in vendita.

Avviso ai giocatori del lotto – Lottomatica : che tocca a fa’ per vivere

26 settembre 2009 Commenti disabilitati
se vuoi giocare al lotto e non sei un esperto, quando sei in una ricevitoria del del lotto stai attento perché ti può capitare in mano una schedina che riporta informazioni errate o obsolete,  per esempio :
Schedina lotto – modello SSE, sul retro di questa schedina è stampata una tabella delle vincite difforme da quella che è la normativa vigente e  modificata a partire dal 1 gennaio 2005, le imprecisioni riportate nell’esempio sono importanti in quanto riguardano la modifica dell’ammontare delle ritenute di legge sulle vincite  passata dal 3 al 6%. Dal 1 gennaio 2005 è entrato invigore l’aumento dei premi per le sorti del terno (da 4.250 volte la posta a 4.500), della quaterna (da 80.000 volte la posta a 120.000) e della cinquina (da 1 milione di volte la posta a 6 milioni). Dalla stessa data è scattato anche l’aumento della ritenuta sulle vincite (dal 3 per cento al 6 per cento). Tra l’altro sulla schedina è assente la Ruota Nazionale.
Schedina Lottomatica - Codice SSE

Schedina Codice SSE

Schedina lotto – modello SNG, sul retro di questa schedina vengono ancora riportate le istruzioni relative al Decreto direttoriale di AAMS del 5 maggio 2009 che stabiliva che era possibile giocare al 10eLotto solo in presenza di una giocata al lotto e non quelle indicate nel successivo Decreto direttoriale di AAMS del 13 luglio 2009 che invece identifica il gioco 10eLotto come gioco autonomo.

pertanto prima di giocare chiedete lumi al tabaccaio

Commenti sulla ricerca : Ernst & Young ‘Reviewing the market: the 2009 global gaming bulletin’

26 settembre 2009 Commenti disabilitati

Ernst & Young ha diffuso una ricerca internazionale, dal titolo ‘Reviewing the market: the 2009 global gaming bulletin’”, ricerca che tratta il settore del gioco mondiale.

Ernst & Young, come quasi tutti gli “esperti”, è caduta nell’equivoco di proporre l’analisi in termini di turnover piuttosto che di Spesa del Pubblico, ovvero di quanto ha speso l’insieme dei giocatori per acquistare gioco.

L’analista che misura il mercato con il turnover mischia mele con pere, con il risultato di ottenere numeri di grande effetto ma completamente privi di significato.

La ricerca di Ernst & Young sostiene che nel 2008 il gioco in Italia ha avuto un giro d’affari pari al 2,7% del PIL, di seguito verrà dimostrato che partendo dalla Spesa del Pubblico, si ottiene che il gioco ha impegnato solo lo 0,85% del PIL, a fronte del turnover del 2008 di 47,555 miliardi di euro i numeri da considerare sono che:

ü la spesa del pubblico è stata di 14,834 miliardi di euro, pari all’incirca allo 0,85% del PIL

ü il prelievo erariale è stato di 7,746 miliardi di euro, pari al 52,% della spesa del pubblico e pari allo 0,44% del PIL.

Questa correzione è importante perché i numeri sul gioco non solo fotografano la situazione di un paese ma disinformano anche il governo ed i politici chiamati ad assumere decisioni di politica finanziaria (leggi Decreto Abruzzo). La finanza pubblica quando ha bisogno di soldi, per prima cosa pesca, dal mercato dei giochi.

Per lo Stato il gioco è una fonte di finanziamento che comporta sempre rischi, chiedere soldi dal gioco è come chiedere soldi ad un usuraio, prendi oggi soldi facili che domani pagherai con un fortissimo interesse, rappresentato, nello specifico, dal fatto di rovinare famiglie e, spesso, di fornire alla malavita organizzata un ulteriore strumento finanziario di riciclare fondi acquisiti dalle loro attività criminose.

Struttura del turnover

Prima di entrare nel merito della ricerca è importante ricordare che il turnover di un gioco è la somma di più voci, che sono schematizzate nella figura seguente.

Struttura economica del turnover

Struttura economica del turnover

La leva – Spesa del Pubblico

La Spesa del Pubblico ha un effetto leva diverso sul turnover del singolo tipo di gioco, questo è dovuto al fatto che la Spesa è complentare a quanto ridistribuito per vincite dallo specifico gioco.

La tavola che segue mostra l’effetto leva della Spesa su alcuni prodotti del mercato italiano.

Calcolo effetto leva

Calcolo effetto leva

Leva Spesa del Pubblico

Leva Spesa del Pubblico

Dalla tavola precedente si può osservare che 100€ spesi acquistando gioco sulle Slot machine generano un turnover di 400€, mentre 100€ di spesa acquistando il SuperEnalotto ne generano solo 119€.

L’analisi è rilevante in quanto mostra le diverse politiche di ridistribuzione di parte del turnover a vincite. Assune anche una rilevanza in termini di soddisfazione del cliente.

Esercitazione pratica

Partendo dai  i dati relativi ai due giochi che sono agli estremi della curva:

  • SuperEnalotto – turnover 2,509 miliardi di euro, pari ad una spesa per il pubblico di 1,594 miliardi euro,
  • Slot machine – turnover 21,685 miliardi di euro, pari ad una spesa per il pubblico di 5,421 miliardi di euro.

si procede all’analizzare come cambiano i numeri (Turnover ed Erario) al variare della Spesa del Pubblico.

Quindi si spostano 500 milioni di euro di spesa dal SuperEnalotto alle  Slot machine e si ottiene che:

  • il turnover del SuperEnalotto scende a 1,722 miliardi di euro con un decremento del 31%,
  • il turnover delle Slot Machine cresce a 23,685 miliardi di euro con un incremento del 9%
  • il  turnover totale che sale da 47,555 miliardi di euro a 48,768 miliardi di euro con un incremento, a parità di Spesa del Pubblico,  del 2,59%
  • la perdita per l’Erario ammonta a 148 milioni di euro, pari ad un decremento di circa il 2%.

Conclusione

La conclusione a cui arriva la ricerca, affermando che 48 miliardi sono  il giro d’affari nel gioco in Italiali nell’anno e quindi il 2,7% del Pil è fuorviante in quanto origina da dati disomogenei.

Il giro d’affari reale è stato di 14,834 miliardi di euro, ovvero la Spesa del Pubblico, pari all’incirca allo 0,85% del PIL.

Quindi la spesa pro-capite per gioco dell’anno 2008 è stata di 247 euro, contro i 193 euro dell’anno 2006.

Quindi è anche vero che il settore dei giochi non è la quinta forza industriale del paese, ma solo una delle più importanti.

Chiusura – Informazioni sulla suddivisione del Turnover e della Spesa del Pubblico

Tabelle riepilogative

Tabelle riepilogative

Suddivisione del turnover

Anno 2008 - Suddivisione del turnover - MIO euro